Ceramica (distretto di Sassuolo), tessile, metallurgia e plastica sono tra i comparti manifatturieri più esposti all'obbligo. Il nord Italia concentra la maggior parte delle imprese soggette. A partire da 7,5 GWh (= 27 TJ) l'obbligo è praticamente certo.
Il settore manifatturiero italiano — ceramica, metallurgia, tessile, plastica, automotive — è uno dei principali destinatari della normativa sulla diagnosi energetica. Caratteristica: consumo combinato di gas e elettricità per calore di processo, aria compressa e azionamenti.
I tre casi d'obbligo per la manifattura:
Molte PMI manifatturiere tra 10 e 85 TJ: per loro la diagnosi energetica è economicamente molto più conveniente dell'ISO 50001.
Il distretto ceramico di Sassuolo (Modena-Reggio Emilia) è uno dei più energivori d'Europa. Forni a tunnel e a rulli, essicatoi, macinazione e pressatura consumano enormi quantità di gas naturale ed elettricità.
Il partner EGE Effivera ha competenza specifica nel settore ceramico e può coordinare sopralluoghi in loco nel distretto emiliano-romagnolo.
Nella manifattura, mediamente il 20–30% del consumo elettrico è dovuto all'aria compressa. Perdite tipiche:
La diagnosi energetica quantifica il potenziale di risparmio sull'aria compressa e valuta l'economicità della ricerca perdite e dell'ottimizzazione della pressione di esercizio.
Sottosettori manifatturieri: consumi tipici
Base: dati Enea e Confindustria
| Settore | Consumo tipico | Obbligo |
|---|---|---|
| Ceramica/piastrelle (medio) | 10.000–100.000 MWh + gas | Obbligo certo |
| Metallurgia non ferrosa | 2.000–12.000 MWh + gas | Probabile sopra 10 TJ |
| Automotive/componentistica | 10.000–200.000 MWh | Obbligo certo |
| Tessile (grande filatura) | 500–5.000 MWh + gas | Valutare |
| Piccola officina metalmeccanica | 200–500 MWh | Probabilmente no |
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